(fonte Collettiva.it)
Pensioni: tra tagli, allungamento della speranze di vita e finestre mobili per l’uscita si rischia di lavorare fino a 49 anni con perdite fin oltre i 273 mila euro. Sono questi i dati allarmanti contenuti nell’analisi dell’Osservatorio previdenza Cgil presentati oggi (8 maggio) nell’ambito dell’iniziativa della Fp Cgil alla Camera dei deputati “Pensioni pubbliche sotto attacco. Basta penalizzare il lavoro pubblico”.
Tagli permanenti
Nel dettaglio il taglio complessivo – che riguarda una platea di 700 mila persone iscritti alle gestioni Cpdel, Cps, Cpi e Cpug – determinato dalla revisione delle aliquote di rendimento arriverebbe a quasi 33 miliardi di euro nel periodo 2024-2043. Un taglio che determina riduzioni permanenti estremamente pesanti dell’assegno pensionistico: fino a oltre 6 mila euro annui per retribuzioni da 30 mila euro, oltre 10 mila euro annui per retribuzioni da 50 mila euro e oltre 14 mila euro annui per retribuzioni da 70 mila euro. Le perdite economiche complessive lungo l’intero periodo di pensionamento possono partire da 17 mila euro fino arrivare a oltre 273 mila euro. Una norma retroattiva, che il sindacato ritiene incostituzionale e per cui ha già avviato ricorsi legali in tutta Italia.
Pensioni: tra tagli, allungamento della speranze di vita e finestre mobili per l’uscita si rischia di lavorare fino a 49 anni con perdite fin oltre i 273 mila euro. Sono questi i dati allarmanti contenuti nell’analisi dell’Osservatorio previdenza Cgil presentati oggi (8 maggio) nell’ambito dell’iniziativa della Fp Cgil alla Camera dei deputati “Pensioni pubbliche sotto attacco. Basta penalizzare il lavoro pubblico”.
Tagli permanenti
Nel dettaglio il taglio complessivo – che riguarda una platea di 700 mila persone iscritti alle gestioni Cpdel, Cps, Cpi e Cpug – determinato dalla revisione delle aliquote di rendimento arriverebbe a quasi 33 miliardi di euro nel periodo 2024-2043. Un taglio che determina riduzioni permanenti estremamente pesanti dell’assegno pensionistico: fino a oltre 6 mila euro annui per retribuzioni da 30 mila euro, oltre 10 mila euro annui per retribuzioni da 50 mila euro e oltre 14 mila euro annui per retribuzioni da 70 mila euro. Le perdite economiche complessive lungo l’intero periodo di pensionamento possono partire da 17 mila euro fino arrivare a oltre 273 mila euro. Una norma retroattiva, che il sindacato ritiene incostituzionale e per cui ha già avviato ricorsi legali in tutta Italia.
Cgil ed Fp: Scelte sbagliate e inique
Per la Cgil e la Fp Cgil, come si spiega anche in questo video, “siamo di fronte a una scelta profondamente sbagliata e iniqua, che interviene retroattivamente sui contributi già versati, modifica le aspettative previdenziali costruite in decenni di lavoro e scarica sui dipendenti pubblici il costo dell’equilibrio finanziario del sistema”.
A questi tagli si aggiunge il progressivo allungamento delle finestre mobili introdotto dalla legge di bilancio 2024. Per i dipendenti pubblici iscritti alle gestioni interessate la finestra passa infatti dai precedenti 3 mesi fino a 9 mesi nel 2028, determinando uno slittamento ulteriore dell’uscita dal lavoro.

